Indifferenti non si nasce

Carissimi, questo mese vorrei condividere con voi questi spunti presi dal sussidio per l’animazione negli Oratori e Circoli a Ecologia Integrale”. Credo che i contenuti siano veramente attuali e di pubblico interesse. Un caloroso abbraccio.

Paolo Cavina

Ad alcuni anni dalla promulgazione dell’Enciclica “Laudato sì” è urgente, vista l’evidente crisi ambientale e sociale in atto, riprenderne lo “sguardo profetico”. L’ANSPI, Associazione San Paolo Italia intende, a partire dal 1° settembre 2019 (Giornata Nazionale per la Custodia del Creato della CEI) iniziare un percorso pluriennale per riuscire a fare in modo che tutti gli Oratori e Circoli affiliati diventino a Ecologia Integrale.
Questa prospettiva, proposta da Papa Francesco, non va confusa con una blanda attenzione all'ambiente o con l'assunzione di stili di vita salutistici. Chiede piuttosto ad ogni comunità cristiana di assumere questa prospettiva come orizzonte delle scelte pastorali per rinnovare in modo credibile il compito stesso delle comunità ecclesiali, disponendole a offrire motivi di speranza, seminare sguardi positivi di rinascita, diventare segno di un modo diverso di abitare il pianeta. L’Ecologia Integrale NON si misura con la raccolta differenziata, con una spesa consapevole un po’ più “bio”, con l’attenzione a non gettare cartacce per terra o alla scelta di una macchina più ecologica. L'approccio integrale richiede ben altro. Papa Francesco per aiutarci a comprenderne il senso mette in evidenza la seguente connessione: “non ci sono due crisi separate, una ambientale e un'altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale” (LS, 139).
L’Ecologia Integrale attraversa il lavoro e il senso della festa, le scelte economiche, l'organizzazione degli spazi della comunità, la liturgia e i suoi linguaggi, la formazione degli animatori e catechistica, i tempi della famiglia, la progettazione delle vacanze o delle esperienze estive, la qualità della vita comunitaria, le strutture educative, la formazione dei giovani, la vita comune del clero... Tutti questi temi dovrebbero declinarsi come sostenibili e accogliere pienamente nella pastorale questo aggettivo. La conversione ad una Ecologia Integrale passa da qui e necessita di superare il pregiudizio di ritenerla per gli addetti ai lavori, oppure di leggerla solo in chiave individuale. L’Ecologia Integrale è un inno alla sostenibilità e coniuga la vita umana, con le sue esigenze, ai tempi della creazione, dando vita alla casa comune. È la certezza che “l'essere umano è ancora capace di intervenire positivamente” (LS, 58).
L'uomo è “capace di” prendersi cura di tutto il contesto che abita, sapendo che può cambiare rotta in qualsiasi momento per risolvere qualsiasi problema. Come ANSPI intendiamo superare l'impotenza di quelli che si lamentano senza cambiare il proprio stile di vita o dei tanti che hanno assunto l'atteggiamento dimissionario di chi dichiara che non c'è più nulla da fare. Come Associazione degli Oratori e Circoli puntiamo sulla speranza di una conversione progettuale e strategica, che permetta di abitare in modo diverso il pianeta con la condizione di libertà e sapienza che caratterizza l'esistenza dei discepoli di Cristo. In questo contesto di crisi ambientale e sociale l’ANSPI intende mettersi al servizio della Chiesa con determinazione perché “La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. (CV, 21).”
Al volto con il portafoglio, l’Ecologia Integrale associa il volto senza portafoglio dell'Ecologia Integrale con i numerosi volontari che si impegnano quotidianamente negli Oratori e nei Circoli ANSPI con spirito di servizio e gratuità. La scelta di nuovi stili di vita per la “cura della casa comune” necessita di coraggio e di grande creatività per definire insieme un’azione di sistema e per incidere su quell'opera di bonifica educativa ed ecologica che spetta a ciascuno di noi, alla nostra associazione e alla Chiesa del futuro.
Indifferenti non si nasce… soprattutto se siamo educatori ANSPI.

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